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Intervista alla presidente del Sindacato Giornalai (Snag) della provincia di Sondrio - RINALDI «CHIEDIAMO REGOLE CERTE E UN RAPPORTO CHIARO CON L'EDITORE

Da tempo i rivenditori di giornali e riviste della provincia di Sondrio si trovano a confrontarsi con uno scenario incerto e complesso, che inevitabilmente si ripercuote sull’attività quotidiana di chi opera nel settore. Una situazione rispetto alla quale si mantiene sempre alta l’attenzione da parte del Sindacato Nazionale Giornalai (Snag) della provincia di Sondrio che, presieduto da Rosangela Rinaldi e attivo all’interno dell’Unione, è costantemente al fianco degli associati e pronto a sostenerli nell’affrontare le varie problematiche che di volta in volta si presentano. Con la presidente Rinaldi torniamo a fare il punto di una realtà che appare ancora più intricata e rispetto alla quale il Sindacato Giornalai della provincia di Sondrio chiede a gran voce alla FIEG il rispetto degli accordi a suo tempo sottoscritti.

 

Presidente Rinaldi, come appare oggi la situazione delle edicole della provincia di Sondrio, anche alla luce dei nuovi e recenti sviluppi sviscerati in occasione dell’ultima assemblea della categoria?

«Nell’ultima assemblea del Sindacato Giornalai della provincia di Sondrio abbiamo analizzato la situazione e il consiglio direttivo ha ricevuto il mandato di sviscerare tutte le problematiche e di mettere precisi paletti. Ma andiamo con ordine. I tre attori della filiera - editori, distributori ed edicole – nel loro rapporto commerciale sono tenuti al rispetto sia di un accordo nazionale tra le parti sia delle disposizioni contenute nella Legge n. 170. Esiste un accordo nazionale tra editori ed edicole, risalente al 2005 ed entrato in vigore il 1° gennaio 2006, che però a nostro giudizio viene sistematicamente disatteso dall’unico distributore che opera sul nostro territorio, mentre la Dif di Bergamo. Per essere chiari: l’accordo prevede la consegna dei giornali franco punto vendita, la Dif pretende un ulteriore pagamento violando palesemente  sia il contratto che la parità di trattamento previsto dalla legge 170.

Da tempo abbiamo avuto modo di constatare come la presenza di un unico distributore in Valtellina e Valchiavenna costituisca di fatto una criticità per noi edicolanti. La Dif di Bergamo opera a tutti gli effetti in regime monopolistico, una posizione che rappresenta un innegabile punto di forza per il distributore. Ebbene, solo per restare ai più recenti sviluppi, la Dif a partire dall’inizio dell’anno ha sospeso il sistema informatico Inforiv, al quale, a partire dal 2006, aderiscono in provincia di Sondrio 52 su 160 edicole, e proposto in alternativa l’utilizzo di una nuova piattaforma informatica, la I2.0. Un ‘servizio’ attualmente non affidabile ed attivabile con la sottoscrizione di un contratto, a nostro parere capestro e totalmente discutibile sotto l’aspetto giuridico».

 

Come hanno reagito i nostri edicolanti di fronte a questa nuova proposta dal parte del distributore?

«Mentre la Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) anche recentemente ha ribadito l’importanza della resa certificata e dell’informatizzazione delle edicole, di fatto 48 attività della nostra provincia hanno preferito, a fronte della sospensione del sistema Inforiv e delle successive richieste avanzate dal distributore, tornare a carta e penna. Questo perché abbiamo verificato che il nuovo sistema I2.0 opera su una piattaforma web che presenta diversi problemi, rendendo il servizio lento e inefficiente, pertanto allo stato attuale inutile ai fini di migliorare la gestione aziendale. Ma dietro la proposta di questo nuovo servizio, vi è già in realtà una disparità di trattamento tra vecchie e nuove attività o gestioni, che vede in particolare queste ultime penalizzate dal distributore. Il nostro sindacato, per esempio, è intervenuto in più casi e, a fronte di continue pressioni e sollecitazioni del distributore su rivenditori, è riuscito a far recepire le proprie indicazioni agli edicolanti, che le hanno portate avanti con coraggio e determinazione, e a ottenere finalmente la regolarizzazione di subentri nell’attività aziendale. Ostacoli nella regolarizzazione dei subentri, ma anche rifornimenti di testate poco richieste effettuati oltre l’effettivo bisogno dell’edicolante e imposizione del nuovo contratto di fornitura con annesso nuovo sistema informatico (con il timore che questa prassi si trasformi col tempo in un obbligo calato dall’alto per tutti gli edicolanti): sono solo alcune delle azioni adottate dal distributore nei confronti delle nuove attività, in palese contrasto con l’accordo nazionale. Ora, vogliamo tra l’altro ricordare che il distributore non è titolare delle pubblicazioni ma solo mandatario degli editori, un incarico tacitamente rinnovato da questi ultimi, che però può essere anche disdettato».

 

Questi gli ultimi sviluppi, che si uniscono al perdurare di altre ben note criticità, come i problemi che le edicole delle nostre località turistiche continuano ad avere nelle forniture. A questo riguardo, a che punto siamo?

«I problemi a livello locale sono quelli noti ormai da troppo tempo e riguardano in primis le edicole delle nostre località turistiche che, specialmente nei periodi di maggior afflusso in termini di presenze, non vengono adeguatamente rifornite, soffrono cioè di una carenza cronica di pubblicazioni cosiddette ‘altovendenti’ (quelle più richieste, che vanno per la maggiore), con casi eclatanti come quelli di Bormio, Aprica e Madesimo. Situazioni inaccettabili, che creano in disservizio e che perciò si ripercuotono più in generale anche sull’immagine turistica del nostro territorio. Nello specifico, lo Snag Nazionale ha attivato da febbraio un servizio legale rivolto a tutti gli associati che hanno problemi con il distributore, con particolare riferimento alle portature».

 

Nel contesto che abbiamo appena delineato, che consigli si sente di dare ai colleghi?

«In questa fase particolarmente critica e incerta, è fondamentale puntare sull’assoluta professionalità nella compilazione delle rese. A tale riguardo, è importante, in particolare, conservare un documento in copia cartacea presso la propria sede.

Un altro consiglio che desidero dare è quello di diversificare la propria attività con altri prodotti e servizi».

 

Sul tavolo nazionale delle trattative, quali sono le proposte del Sindacato Giornalai della provincia di Sondrio?

«Auspichiamo una sola cosa, che le rappresentanze del settore e la Federazione Italiana Editori si siedano a un tavolo e che si dica chiaramente che l’accordo nazionale deve essere rispettato e che si stabilisca con una legge nazionale chiara, precisa ed efficace, una normativa ad hoc (più volte annunciata dai vari governi che si sono succeduti) sia per l’informatizzazione sia per le regole del nostro settore.

A livello locale, invece, siamo disposti, pur di risolvere i problemi, anche a percorrere altre strade che possano permettere una gestione delle edicole al passo con i tempi, non ultima la scelta di un nuovo distributore locale».

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