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Pane fresco - NUOVA LEGGE A TUTELA DELLA PRODUZIONE ARTIGIANALE

Il 29 ottobre scorso il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all'unanimità la Legge 54/2013 ‘Diposizioni in materia di promozione e tutela dell’attività di panificazione' il cui obiettivo è quello di fornire agli operatori del settore le giuste garanzie a tutela del prodotto artigianale e offrendo al cliente la certezza di un prodotto sano e genuino. Come? Attraverso una serie di informazioni chiare ed evidenti per facilitare l’identificazione del pane fresco artigianale rispetto a quello surgelato e cotto nel punto vendita.

Più tutela, quindi, anche per il consumatore che, attraverso l’etichettatura del pane e un contrassegno ad hoc per i panifici, potrà riconoscere immediatamente se quello esposto sugli scaffali è pane fresco oppure se si tratta di un prodotto surgelato o precotto.

 

 

I PUNTI PRINCIPALI DELLA NUOVA LEGGE


 

Obiettivo - Più informazione. Il cliente deve sapere distinguere se sta comprando pane fresco, dunque un prodotto artigianale, o un prodotto che è stato semplicemente cotto nel punto vendita.



 

Le norme - Il pane fresco dovrà essere venduto entro la giornata. Prevista un’etichettatura ad hoc. Inoltre, dovrà essere esposto su scaffali distinti e separati rispetto al pane ottenuto dagli intermedi della panificazione. Chi vende pane precotto e congelato dovrà inoltre esporre l’etichetta, evidenziando il luogo di provenienza del prodotto.


 

Contrassegno regionale - Contraddistinguerà l’esercizio che vende solo pane fresco e sarà esposto sulle vetrine o nei locali del panificio.


 

Registro regionale specialità di forno - Entro 120 giorni, la Giunta regionale, sentite le associazioni dei produttori e i panificatori, individuerà le specialità da forno tipiche della tradizione lombarda.


 

‘Panificio’ - Per ‘panificio’ è da intendersi infatti, stricto sensu, l’impianto di produzione di pane e prodotti assimilati o affini, che svolge al suo interno l’intero ciclo di produzione, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale. Questi procedimenti, derivanti dalle secolari tradizioni panarie, richiedono grande professionalità e impegno al fine di fornire al consumatore il prodotto di qualità che si propone di acquistare.


 

La norma finanziaria - Il provvedimento prevede una spesa di 50miila euro per le attività formative destinate ai responsabili dell’attività produttiva del pane e una spesa di 48mila euro per il contrassegno regionale che attesta la vendita di pane fresco.


 

Celiachia - il Consiglio regionale ha, fra l’altro, approvato anche un ordine del giorno per invitare la Giunta a “finanziare le imprese di panificazione che realizzino ambienti di lavoro idonei, che si impegnino a formare il personale e adottino attrezzature e processi produttivi finalizzati a fronteggiare intolleranze alimentari o patologie di origine alimentare”.


 

Info – Per ogni ulteriore informazione o chiarimento, si invita a contattare la segreteria dell’Associazione Panificatori dell’Unione (Luca Borzi, tel. 0342-533311; e-mail: luca.borzi@unione.sondrio.it).

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